martedì 25 luglio 2017

AltaRoma da "dietro": la mia esperienza come vestierista

altaroma backstage sfilate

La vestiarista è la persona che veste la modella. Banale? Mica tanto. Vi racconto i miei due (intensissimi) giorni nel backstage delle sfilate di AltaRoma

Durante i giorni di AltaRoma, ho trascorso due intere giornate (dalla mattina presto alla sera tardi) al Guido Reni District, dove da alcune edizioni si svolge la maggior parte degli eventi dell'alta moda romana. Si tratta di una ex caserma, i cui immensi spazi sono stati in parte riqualificati e messi al servizio del quartiere (Flaminio, a due passi dall'Auditorium) e della città per iniziative, concerti ed eventi appunto.

Sono stati due giorni piuttosto impegnativi perché mi sono dovuta "sdoppiare" in due ruoli: quello della giornalista e quello della "vestierista", praticamente senza soluzione di continuità, passando da una sfilata all'altra.

Eccomi al lavoro...

altaroma backstage sfilate

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Essendo accreditata come giornalista ho potuto seguire alcune delle sfilate più importanti, quella di Sabrina Persechino e di Rani Zachem e un evento esterno, quello del World Of Fashion, che si è svolto all'Excelsior di Via Veneto. Di quest'ultimo evento ho scritto su MyWhere; l'articolo sulle altre due sfilate uscirà in autunno nel periodico AVRVM, un trimestrale dedicato al lusso edito in italiano, inglese e russo.

Alla sfilata di Renato Balestra, purtroppo, non ho potuto partecipare a causa degli impegni dell'"altra me".... Infatti, dovevo fare la vestierista ad un'altra sfilata e gli orari non coincidevano.

Questo secondo impegno era nell'ambito del master in Comunicazione e marketing della moda che sto seguendo allo Ied (Istituto Europeo di Design). Grazie a questo, con altre compagne di studi siamo state selezionate da un paio delle agenzie che si sono occupate dell'organizzazione delle sfilate di AltaRoma, Mazzini Eventi e From Studio. Con loro ho fatto la vestierista per le sfilate dei sei finalisti di Who is on next, per Sylvio Giardina, I'm Isola Marras ed Erkan Çoruh.

Ma chi è e cosa fa la vestierista? E' la persona che, come dice la parola, veste la modella (o il modello). Detto così sembra una cosa banale e ovvia, invece non lo è. Molto dipende dallo stilista, dall'outfit e da quanti cambi ogni modella deve fare durante la sfilata.

Bisogna presentarsi nel backstage almeno due ore prima dell'orario della sfilata ed essere rigorosamente vestite di nero (non ho chiesto il perché, ma immagino si tratti di una sorta di divisa per essere facilmente riconoscibili). Quando si arriva, in genere gli abiti sono già sul posto, appesi agli stand. Ogni abito/outfit è completo di tutti gli accessori ed è accompagnato da una scheda fotografica con il nome della modella che lo porterà in passerella.

altaroma backstage sfilate coruh


altaroma backstage sfilate marras


Ad ogni vestierista viene normalmente assegnata una sola modella. Anche se la scheda fotografica dell'outfit è accurata e dettagliata, è buona norma farsi spiegare bene come va indossato l'abito: in alcuni casi è semplice e intuitivo, come nel caso di Sylvio Giardina. In altri invece, come nel caso di Erkan Çoruh, l'outfit va composto secondo precise istruzioni.

Sono tutte cose da sapere prima, perché poi, durante la sfilata, non ci sarà tempo per chiedere nulla. Né si può fare affidamento sulla modella. Anche se la ragazza ha già provato l'abito durante il fitting - cioè la prova del vestito indossato una volta che il designer l'ha scelta - che in genere si svolge il giorno prima, è fatale che non si ricordi come va allacciata quella certa cintura o come va indossato quel certo foulard: ha fatto mille prove, non può ricordarsele tutte!

video


Fondamentale, poi, è ricordarsi degli accessori: se la modella deve fare uno o più cambi, è possibile che gli accessori siano gli stessi o anche no. E' necessario quindi ricordarsi di far togliere/indossare l'accessorio al cambio dell'abito. A me è successo di dover quasi rincorrere la modella che si era tolta un girocollo che invece avrebbe dovuto tenere: mentre lei andava verso l'uscita, io le allacciavo la collana...
Eccola qui sotto (outfit di Act N1, vincitore di Who Is On Next):

altaroma backstage sfilate act n1


Ogni outfit ha un ordine di uscita in passerella, che viene deciso con anticipo e indicato con un numero sulla scheda dell'abito. La vestierista sa quindi qual è il primo abito con cui la propria modella deve uscire in passerella, quale il secondo ecc e regolarsi di conseguenza.

altaroma backstage sfilate

altaroma backstage sfilate


Poiché tra un cambio e l'altro ci sono solo pochissimi minuti/secondi, la vestierista deve farsi trovare pronta: sono attimi febbrili, i vestiti volano da tutte le parti, la modella si infila una camicia e intanto le si tolgono le scarpe; mentre lei si allaccia i pantaloni le si infila il cappello ecc. E bisogna pure stare attenti a non rovinare trucco e parrucco!

Naturalmente, l'ultimo tocco lo dà lo stilista. Un buon backstage è quello nel quale lo stilista e i suoi collaboratori riescono a controllare ogni singolo outfit. Tra l'altro le modelle ci tengono e si innervosiscono se vedono che il designer non dà la giuste istruzioni e non verifica che l'outfit sia ben indossato. Nel caso di Who is on next, data l'inesperienza degli esordienti, la confusione era massima, anche perché ogni modella doveva fare ben tre uscite, quindi molti cambi. C'era da sudare freddo!!

Il backstage di Sylvio Giardina era invece calmo. I bei vestiti erano appesi agli stand, tra i quali lo stilista si aggirava controllando e ricontrollando. Trattandosi di alta moda c'erano anche le sarte, intente a fare gli ultimi ritocchi. A noi vestieriste il compito di aiutarle ma anche di sorvegliarle nel momento in cui l'abito sarebbe stato indossato (rigorosamente infilato non dalla testa ma dai piedi). Nessun cambio: solo un paio di modelle hanno dovuto fare una seconda uscita. Per fortuna, perché si trattava di abiti preziosi, delicati e da maneggiare con cautela.

altaroma backstage sfilate giardina


Da Erkan Çoruh, promettente stilista turco, le sarte non c'erano, ma lui era molto presente. E meno male perché i suoi outfit erano davvero complicati e solo lui poteva sapere come andassero composti. Non solo: lavorava di ago e filo, cuciva e tagliava. Per esempio, le scarpe: si è messo lì a sistemarle affinché calzassero bene al piede della modella.

altaroma backstage sfilate coruh

altaroma backstage sfilate


Stando dietro le quinte non ho potuto seguire le sfilate per le quali ho fatto la vestierista. Se il fashion show è ben riuscito e le modelle sono soddisfatte, però, lo si capisce da quel che accade subito dopo nel backstage. Nel caso di I'M Isola Marras è stato un tripudio: applausi e festeggiamenti per il giovane Marras che ha scelto di debuttare con una collezione ironica, frizzante, coloratissima e hip-pop. Si vede che le stesse indossatrici si sono divertite.

altaroma backstage sfilate i'm isola marras


Già, le indossatrici. Vederle da vicino mi ha un po' impressionato: non è solo questione di magrezza (purtroppo devo constatare che da quelle parti probabilmente non si arriva nemmeno alla 38) e di altezza. Sono delle aliene. Nel senso che il loro corpo ha forma e struttura diverse da quello solito: io nemmeno a 16 anni avrei potuto essere come loro e non ci si può diventare nemmeno con una dieta ferrea. Per dire: su una delle schede accanto al nome, qualcuno aveva segnato a mano «fianchi troppo larghi» e parliamo di una ragazza alta un metro e ottanta, quasi senza curve né sopra né sotto! Ci è venuto da ridere pensando a come siamo noi comuni mortali!!

altaroma backstage sfilate giardina
altaroma backstage sfilate
Però mi hanno fatto anche tenerezza. Non so quale sia lo standard delle sfilate dei grandi nomi, ma per quello che ho visto io non è che siano trattate granché bene. Per loro quelle giornate sono ore e ore di lavoro quasi senza soluzione di continuità, dalla mattina presto alla sera tardi, perché la maggior parte sfilano per più di uno stilista (io infatti ho incontrato sempre le stesse passando da un backstage all'altro). Eppure, per loro non c'erano sgabelli dove potersi sedere e/o poggiare i propri vestiti e i propri effetti personali. Buttati sul pavimento (per altro non pulitissimo), finiscono nel mucchio dei vestiti tra un cambio e l'altro, tanto che una delle modelle alla fine della sfilata non riusciva più a ritrovare i suoi abiti. Non ci sono nemmeno dei camerini: le modelle sono costrette a spogliarsi nude davanti a tutti. Passi prima dell'inizio della sfilata, quando nel backstage ci sono "solo" le vestieriste, lo stilista, i truccatori, gli organizzatori. Ma dopo, alla fine dello show, nel backstage arrivano tutti, giornalisti, fotografi, ospiti e l'imbarazzo delle ragazze è palpabile: usando gli stand e gli abiti ancora appesi mi sono ingegnata a fare un piccolo scudo per la modella che doveva togliersi il vestito della sfilata e non voleva restare nuda davanti ad una marea di gente.

In conclusione, è stata un'esperienza formativa vedere l'altra metà del luccicoso mondo della moda, quello nascosto ai più. Solo gli addetti ai lavori sanno quanta fatica c'è dietro una sfilata: ore se non giorni di programmazione, casting, fitting, organizzazione, allestimento per uno show che non dura più di mezz'ora. Ora lo so pure io!

Ecco alcuni degli outfit che ho "creato":

altaroma backstage sfilate i'm isola marras

altaroma backstage sfilate i'm isola marras

altaroma backstage sfilate minimal to wion

altaroma backstage sfilate taller marmo wion





Happy week!
...and remember: age does not matter

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