Dentro il successo di Gucci. La parola a Marco Bizzarri

Dentro il successo di Gucci. La parola a Marco Bizzarri

Il cambio di cultura e di estetica dentro l’azienda spiegato da Marco Bizzarri, Ceo di Gucci, nell’intervista a Business of Fashion

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Immagino che anche voi vi sarete qualche volta interrogati sulle ragioni del clamoroso e apparentemente inarrestabile successo di Gucci. Che oggi è il marchio di moda che cresce più velocemente in assoluto. Una crescita del 50% all’anno per un brand già al top è quasi una cosa mai vista.

Per capirlo (come sempre) forse è bene andare alla fonte e sentire cosa ha da dire colui che è uno dei due artefici di tale successo: Marco Bizzarri, il Ceo della maison (l’altro come sapete è il direttore creativo Alessandro Michele). Alcuni giorni fa Marco Bizzarri è stato intervistato da Business of Fashion durante una iniziativa benefica a Londra. A intervistarlo era Imran Amed, fondatore di Bof.

L’intervista è in inglese e potete ascoltarla sul sito di Bof. Dato, però, che non tutti conoscono l’inglese e dato che si tratta di un argomento molto caldo e di cui si discute molto, specie dopo la sfilata all’ultima fashion week (quella delle teste mozzate per intenderci), ve ne ripropongo una versione “interpretata” da me, con i punti salienti delle cose dette da Marco Bizzarri. Che spaziano dalla sua visione della moda e del lusso, passando per i momenti salienti della sua carriera professionale prima di Gucci, fino alle sue aspettative per il futuro del brand.

Passione e rischio

Le parole chiave sono passione e rischio.La domanda non è, dice Bizzarri, cosa voglio fare ma perché voglio farlo. Fare le cose perché ci credi fino in fondo e, quindi, prenderti il rischio anche di sbagliare; avere una mente aperta e il gusto della curiosità; non avere paura di prendere posizione, anzi non è più tempo di essere neutri (ecco perché Gucci ha donato 500mila dollari ai promotori della marcia contro le armi negli Stati Uniti). «L’idea di cambiare l’approccio al lusso e la cultura di Gucci è la vera ragione che mi ha portato ad accettare l’incarico».

Per cambio di cultura Bizzarri intende passare da una «cultura della paura» e una «cultura dell’empowerment». E questo cambio si riflette anche nel modo con cui il brand si approccia ai consumatori, perché questo modo di essere autentici e appassionati e «gioiosi» è ciò che più attrae i consumatori. Il punto, secondo Bizzarri, è che una azienda va valutata non (solo) perchè ha un buon prodotto. Oggi ogni singola azienda è una media company, è connessione, interazione, coinvolgimento. Incuriosire, sorprendere, creare l’inaspettato è ciò che contraddistingue Gucci e crea un alto engagement con le persone.

La formula del successo

Non c’è una formula per il successo. Magari, ironizza il Ceo di Gucci. «Se c’è una formula è quella di essere open minded, avere fiducia nelle capacità delle altre persone e limitare il proprio ego. Bisogna sempre ricordarsi da dove si viene. E Io vengo da una piccola città in italia, dove cerco di tornare tutti i week end. Questo aiuta a tornare alle basi della vita vera».

 

Happy week!

…and remember: age does not matter

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