Borsa di lusso, quando l’oggetto del desiderio è anche un investimento

Borsa di lusso, quando l’oggetto del desiderio è anche un investimento

E’ quasi tempo di regali e una bella borsa nuova salterebbe proprio bene sotto l’albero. Ma avete mai considerato che acquistare una borsa di lusso può anche essere un investimento economico?

Un po’ come per certi vini, ci sono modelli e marche che mantengono il loro valore nel tempo, quando, addirittura, non lo aumentano. E dato che il mercato dell’usato è fortemente in crescita, perché non scegliere una borsa di lusso che consente un buon ritorno economico? Quando vorremo cambiare, potremo mettere in vendita la nostra borsa senza rimetterci (troppi) soldi.

Ecco allora una piccola guida all’acquisto, che illustra le caratteristiche che deve avere una borsa di lusso affinché, oltre a soddisfare un desiderio, rappresenti anche un piccolo investimento.

Borsa di lusso o It-bag, la fama non basta

Non è solo una questione di fama, né di volumi di vendita: succede spesso, infatti, che un modello che ha avuto grande successo ed è apparso al braccio di tante influencer, spenti i riflettori si deprezzi molto rapidamente.

E’ il caso, per esempio, della famosissima cartella PS1 di Proenza Schouler: nel 2008 era la It-bag del momento, ma oggi vale solo il 30 per cento del suo prezzo originario (1.800 euro circa).

In effetti, a differenza dei vini o delle opere d’arte, che con il tempo aumentano il loro valore, con la maggior parte delle borse avviene il contrario. Che poi è uno dei motivi per i quali siti come Rebag, The RealReal e Vestiaire Collective (specializzati nella seconda mano di prodotti di lusso) stanno vincendo la loro sfida: nel 2018 hanno ottenuto vendite per 6 miliardi di dollari.

Proprio grazie a questi siti, il consumatore può agevolmente farsi un’idea di come stanno andando le cose e fare un’acquisto più strategico. La maggior parte delle borse si deprezza anche del 60%; altre vengono vendute per una frazione del loro prezzo iniziale. E non fanno eccezione, come detto, celebri It-bag come la Baguette di Fendi, la Paddington di Chloé o la Trapezio di Celine.

Le caratteristiche della borsa di lusso da tenere presenti

Quindi, a meno che non si decida direttamente per un acquisto di seconda mano, prima di togliersi lo sfizio e comprare, per esempio, una costosissima Chanel (la 2.55 ha perso “solo” il 20% del suo valore iniziale), può essere utile prendere in considerazione il potere di ri-vendita del modello: quanto mantiene alto e quanto a lungo il suo valore e quanto è facile rivenderlo (ad un buon prezzo, ovviamente).

Abbiamo visto che essere una It-bag non è sufficiente a garantire “l’investimento”: essere estremamente popolare non significa che, nel tempo, quell’oggetto mantenga il suo valore. E questa è la prima cosa da tenere ben a mente.

Tanto più nell’era di Instagram, che ha accelerato moltissimo il “ricambio”: la tendenza, infatti, è quella di postare foto con outfit (e relativi accessori) sempre nuovi.

Occhio alle edizioni limitate

Benché finiscano presto nel mercato dell’usato, le borse di lusso in edizione limitata mantengono alto il loro valore nel tempo. Anzi, in alcuni casi, addirittura lo quadruplicano, come la Keepall rossa di Louis Vuitton X Supreme (online ha raggiunto anche i 12.000 euro e oltre).

Occhio anche ai  tempi

Dopo circa sei mesi dal lancio, una It-bag o comunque una borsa griffata – indossata da cantanti, attrici e influencer magari prima ancora che il modello sia arrivato nei negozi – raggiunge un pubblico più vasto. E’ il momento nel quale le fortunate che l’hanno già comprata (o ricevuta in regalo) decidono di venderla sui siti di seconda mano: se la domanda è ancora alta, il prezzo dell’usato potrebbe anche essere superiore a quanto pagato per il nuovo.

La fase cruciale è quella che va dai sei mesi ad un anno dal lancio, quando nei siti la borsa usata arriva in grandi quantità. E’ questo il momento nel quale i prezzi, generalmente, crollano del 40-60% rispetto al nuovo.

Secondo gli esperti, i marchi che meglio riescono a mantenere alto il valore delle loro borse sono Chanel e, ovviamente, Hermès. Ciò avviene attraverso un regolare e costante aggiornamento del look della borsa e facendo uscire il modello in quantità limitate.

Più è scarso, più vale

La scarsità, in particolare, gioca un ruolo fondamentale, come ci insegna Hermès. Una borsa Hermès, notoriamente, non si compra: la si ordina e si aspetta pazientemente che sia pronta. Ci vogliono diversi mesi. E infatti, le Birkin, le Kelly e le Constance usate si vendono anche ad un 140% in più del prezzo delle nuove.

Naturalmente, vale sempre e comunque la regola della domanda e dell’offerta: se l’offerta supera la domanda, i prezzi inesorabilmente calano, Birkin o no.

Differenza tra It-bag e classico senza tempo

Il declino arriva inesorabile, di solito passato un anno dal lancio, quando il modello può perdere fino all’80% del suo valore originario. E’ la quarta, e ultima, fase della vita di una borsa.

Le It-bag resistono, generalmente, più a lungo, cioè entrano nella quarta fase più tardi. E, sempre secondo gli esperti, ci sono marche come Fendi, Prada, Saint Laurent e Bottega Veneta le cui borse hanno avuto ottime performance (mantenendo fino al 50% del loro valore sui siti di seconda mano).

Ma sono i grandi classici – le borse di lusso senza tempo che fanno sognare generazioni di donne – che nella quarta fase non ci arrivano proprio. Restano alla terza. Con buona pace delle It-bag.

Happy week!

burberry by tisci p/e 2019

…and remember: age does not matter

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